La poltrona Cab di Cassina è arrivata nel 1977 come una rottura silenziosa ma definitiva nel design del mobile italiano. Mario Bellini non ha semplicemente ripensato l'imbottitura. Ha invertito l'intera relazione tra la struttura di una sedia e la sua superficie, assegnando alla pelle un ruolo che non aveva mai avuto prima. Il risultato non è stato una sedia con la pelle sopra. Era una sedia che era, nel senso più letterale, pelle.

Mario Bellini e la logica della sperimentazione industriale

Verso la metà degli anni '70, Bellini si era già affermato come uno dei designer più analiticamente rigorosi d'Italia. La sua pratica si muoveva tra architettura, design di prodotto e metodologia industriale con una facilità rara anche nel denso ambiente creativo milanese. Pensava in sistemi. Laddove molti dei suoi contemporanei perseguivano la provocazione visiva, Bellini perseguiva l'onestà strutturale, l'idea che una forma dovesse essere leggibile come diretta conseguenza della sua realizzazione.

Il decennio stesso era carico di indagine materiale. Il modernismo italiano negli anni '70 non era un unico movimento ma un campo conteso, con designer che tiravano in direzioni opposte: verso forme morbide e reattive al corpo da un lato, e verso una chiarezza geometrica e di derivazione industriale dall'altro. Bellini operava nella tensione tra questi poli. Era attratto dall'organico, ma lo disciplinava con precisione. La poltrona Cab ha cristallizzato questa sensibilità in un unico oggetto.

Il suo più ampio corpo di lavoro per Cassina tornava costantemente a questa domanda: come la logica materiale genera la forma, piuttosto che riceverla? La Cab è stata il luogo in cui quella domanda ha prodotto la sua risposta più concentrata.

Innovazione strutturale nella Cassina Cab

L'innovazione distintiva della Cab è di carattere architettonico. Un telaio in tubolare d'acciaio, essenziale e angolare, fornisce l'armatura interna. Su di esso, pannelli di spessa pelle di selleria vengono tirati tesi e chiusi con cerniere lungo cuciture nascoste. La pelle non drappeggia. Non imbottisce. Si tende sul telaio, contribuendo attivamente alla rigidità della sedia e determinandone la silhouette finale.

Cab Armchair by Cassina in a spare interior setting, showing the saddle-leather skin pulled taut over its steel frame
Poltrona Cab di Cassina, disegnata da Mario Bellini

La cucitura a sella visibile sulle cuciture non è un abbellimento decorativo. È funzionale: la cucitura tiene insieme i pannelli di pelle e distribuisce la tensione su tutta la superficie. Questa è una tecnica presa in prestito dalla lavorazione della pelle equestre, da una tradizione di realizzazione di oggetti che devono sopportare carichi, resistere all'usura e mantenere la loro geometria per anni di utilizzo. Bellini non ha importato quella tradizione come riferimento estetico. Ha importato la sua logica.

La cerniera è il dettaglio che più chiaramente annuncia la partenza concettuale della sedia dalla tappezzeria convenzionale. Nella produzione di mobili standard, la tappezzeria viene applicata a un telaio, spesso permanentemente, spesso con strati di schiuma e tessuto che oscurano la struttura sottostante. Nella Cab, la cerniera rende la pelle rimovibile e sostituibile, dichiarando al contempo apertamente il metodo di assemblaggio. È un gesto di trasparenza industriale: la sedia ti mostra come è fatta.

Questo approccio ha posto la Cab in dialogo con la pratica del design industriale piuttosto che con la tradizione del mobile. Bellini pensava alla relazione tra un guscio e un telaio, una logica più vicina all'ingegneria di prodotto che all'officina del tappezziere. La pelle è diventata il corpo della sedia allo stesso modo in cui un involucro diventa il corpo di uno strumento di precisione.

Chiarezza architettonica su scala di arredo

Vista in pianta e in alzato, la poltrona Cab mantiene la sua geometria con una disciplina insolita. Il piano del sedile è orizzontale e solido. Lo schienale si alza con un angolo controllato, né reclinato né rigidamente verticale. I braccioli si estendono come elementi orizzontali puliti, il loro profilo è costante dalla spalla alla terminazione. Non c'è rigonfiamento, nessun volume in eccesso. Ogni piano è una decisione intenzionale.

Cassina Cab Armchair in red saddle leather, isolated view showing its clean geometric planes and visible saddle-stitched seams
Poltrona Cab di Cassina, disegnata da Mario Bellini

La curvatura che appare nella Cab non è espressiva. È funzionale, il raggio minimo necessario per avvolgere la pelle attorno agli angoli del telaio senza crepe da stress. Bellini non ha imposto morbidezza per calore visivo. La curvatura è arrivata come conseguenza del comportamento del materiale, e l'ha conservata esattamente come il materiale richiedeva.

Questa è la disciplina che separa la Cab dalle sedie che sembrano semplicemente minimali. Il minimalismo, così come era spesso praticato, riduceva la complessità visiva lasciando la logica strutturale in gran parte invariata. Bellini ha ridotto entrambi simultaneamente, e così facendo è arrivato a una forma di economia volumetrica in cui ogni superficie fa esattamente una cosa.

La sedia Cab, complemento della poltrona, estende la stessa logica in un profilo più leggero e lineare. Insieme, i due pezzi costituiscono un sistema coerente, non una famiglia di varianti ma un'unica proposta espressa su due scale.

Dalla produzione al museo del design

La poltrona Cab è entrata a far parte della collezione permanente del Museum of Modern Art di New York, tra gli altri, entro pochi anni dalla sua introduzione. Questo riconoscimento istituzionale rifletteva qualcosa di più della qualità della produzione. Rifletteva lo status della sedia come proposta, un ripensamento di ciò che la pelle potesse significare e fare nel mobile industriale.

Prima della Cab, la pelle nei mobili funzionava principalmente come materiale di superficie: morbida, ricca di associazioni, applicata su strutture interne che svolgevano il lavoro effettivo. La pelle di sella aveva una storia più lunga come materiale strutturale in oggetti come valigie, finimenti e attrezzature equestri, ma la sua traduzione in mobili domestici non era stata perseguita con l'impegno sistematico di Bellini. La Cab ha ridefinito la categoria.

Questa ridefinizione ha tracciato una linea tra la lavorazione artigianale della pelle e la produzione industriale, e poi si è deliberatamente posizionata su entrambi i lati di essa. Le cuciture a sella e il materiale stesso portavano il peso di una lunga tradizione artigianale. L'assemblaggio con cerniera e il telaio in acciaio appartenevano alla metodologia industriale. Bellini non li trattava come contraddizioni da risolvere. Li trattava come registri complementari dello stesso oggetto.

Il catalogo più ampio di Cassina ha sempre operato in questo modo, mantenendo patrimonio e innovazione in una tensione produttiva. La sedia LC 1 Sling di Le Corbusier, Pierre Jeanneret e Charlotte Perriand, e la sedia Capitol Complex di Pierre Jeanneret, portano entrambe la stessa duplice identità: oggetti prodotti con mezzi industriali che tuttavia conservano la specificità di una mano particolare e di un momento particolare. La Cab appartiene a quella stirpe senza esserne riducibile.

Altrove nel canone delle sedute del XX secolo, i pari della Cab sono pochi. La poltrona Bibendum di Eileen Gray ha elevato in modo simile una decisione materiale a principio strutturale. La sedia Zig Zag di Gerrit Rietveld ha reso la logica costruttiva il soggetto visibile del design. Queste sono sedie che sostengono una posizione. La Cab sostiene la sua posizione attraverso la pelle.

La poltrona Cab nella pratica progettuale contemporanea

Quasi cinque decenni dopo la sua introduzione, la poltrona Cab mantiene una presenza in interni seri che non ha nulla a che fare con la nostalgia. Le sue proporzioni sono compatte senza essere diminutive. Mantiene la sua geometria in ambienti di quasi ogni carattere architettonico, sia che la stanza sia spoglia e bianca o densa di materiali e motivi.

Cab Side Chair by Cassina in black saddle leather, positioned in a furnished interior showing its spare silhouette in context
Sedia Cab di Cassina, disegnata da Mario Bellini

La pelle di sella sviluppa una patina nel tempo che pochi materiali nella produzione di mobili possono eguagliare. Non si deteriora. Si accumula. Si formano pieghe alle cuciture dove la pelle si flette con l'uso, approfondendo la definizione visiva della cucitura. La superficie cambia tono man mano che gli oli si trasferiscono e la luce cade in modo diverso su una grana ammorbidita. La sedia a vent'anni è un oggetto diverso dalla sedia a due, ed entrambe sono versioni corrette di ciò che Bellini ha progettato.

Questa capacità di invecchiamento onesto è rara nella produzione contemporanea, dove i materiali sono spesso selezionati per la loro resistenza al cambiamento piuttosto che per la loro reattività ad esso. La Cab è stata progettata per una filosofia diversa: che un oggetto dovrebbe guadagnare la sua identità attraverso l'uso, non preservare un aspetto fisso contro di esso.

Per architetti e interior designer che lavorano all'intersezione tra specificità materiale e disciplina formale, la Cab rimane un riferimento primario. Può essere posizionata con un Tavolo LC6 in un interno rigorosamente modernista o accanto alla venatura più calda del Tavolo Ventaglio di Charlotte Perriand senza perdere coerenza. La sua neutralità è guadagnata, non imposta.

I professionisti del settore che lavorano con pezzi di questo calibro sono invitati a esplorare il Programma per i Professionisti, che fornisce accesso alla profondità completa del catalogo. Coloro che perseguono un'installazione specifica possono iniziare una conversazione tramite il Servizio di Consulenza Progetti, dove la guida del progetto è disponibile dalla prima considerazione fino al posizionamento finale.

Bellini una volta descrisse il suo processo come una ricerca di forme che non avrebbero potuto essere altrimenti. La poltrona Cab è quella ricerca resa concreta, una sedia la cui ogni superficie è stata raggiunta, non applicata.

Ultimi Articoli

Visualizza tutto

Luminaire Chicago Showroom.

Inside Luminaire Chicago: Italian Design in River North Since 1989

Since 1989, Luminaire Chicago has occupied a converted timber loft in River North, bringing world-class Italian and international furniture to the Midwest across three levels and 21,000 square feet. The showroom is home to dedicated monobrand spaces for Flexform and Henge, alongside collections from Cassina, Poltrona Frau, Living Divani, and more. Full interior design services are available for residential and commercial projects of any scale.

Continua a leggeresu Inside Luminaire Chicago: Italian Design in River North Since 1989

Eileen Gray's E 1027 Table

Eileen Gray's E 1027 Table: A Design Conceived for Living

Eileen Gray designed the E 1027 table in 1927 not as a decorative gesture but as a tool for living, a cantilevered tubular steel ring that slides over a bed or sofa and locks at any height the body requires. It was furniture conceived around a person, and nearly a century later that logic remains radical. The story behind the table is inseparable from the story of Gray herself: an architect and designer whose recognition arrived, painfully, decades after it was due.

Continua a leggeresu Eileen Gray's E 1027 Table: A Design Conceived for Living

LC14 Tabouret Cabanon

LC14 Tabouret Cabanon: Le Corbusier's Smallest Architecture

In 1952, Le Corbusier built himself a cabin on the French Riviera measuring 3.66 by 3.66 meters. Every object inside it was an argument. The LC14 Tabouret Cabanon, reissued by Cassina in the I Maestri collection, is the smallest of those arguments and perhaps the most complete.

Continua a leggeresu LC14 Tabouret Cabanon: Le Corbusier's Smallest Architecture

Zanotta Sacco Bean Chair.

Sacco Chair by Zanotta: The 1968 Object That Refused to Be Furniture

In 1968, three Turin designers proposed a chair with no frame, no fixed angle, and no prescribed posture. The Zanotta Sacco bean bag, filled with expanded polystyrene pellets, adapts to whoever sits inside it, a counter-cultural proposition that entered MoMA's permanent collection and has never left production. Here is why it still earns its place in a serious interior.

Continua a leggeresu Sacco Chair by Zanotta: The 1968 Object That Refused to Be Furniture

Edra monobrand space in Luminaire Coral Gables.

Inside Luminaire Coral Gables: The Showroom and Its Design Services

Since 1984, the Coral Gables flagship has been South Florida's most consequential address for Italian and international furniture, lighting, and objects. At 18,000 square feet, it is both a living catalog and a working design studio, where the collections of Living Divani, Edra, and Cassina share space with a full suite of professional design services.

Continua a leggeresu Inside Luminaire Coral Gables: The Showroom and Its Design Services

Wishbone Chairs.

The Wishbone Chair: Hans Wegner's CH24 and the Art of Making

Since 1950, the CH24 has remained in uninterrupted production at Carl Hansen & Søn, a record that few chairs in the modern canon can match. Hans J. Wegner distilled decades of study into a single, resolved form: a Y-shaped back rail, a steam-bent top, and 120 meters of hand-woven paper cord. The making is the argument.

Continua a leggeresu The Wishbone Chair: Hans Wegner's CH24 and the Art of Making

Cassina Chair Tamburound Chair - Cassina Chairs Guide

Cassina Chairs - The Collectors' Guide

Few furniture makers have shaped the chair as a cultural object the way Cassina has. From their earliest collaborations with the European avant-garde to their ongoing stewardship of the twentieth century's most consequential seating designs, the Meda-based manufacturer remains the standard against which Italian furniture brands are measured. This guide surveys the Cassina chairs we carry and the ideas embedded in each one.

Continua a leggeresu Cassina Chairs - The Collectors' Guide

Edra on the Rocks Sofa

On the Rocks di Edra: la geologia del riposo di Francesco Binfaré

On the Rocks di Francesco Binfaré per Edra non nasce da una struttura ma da un'idea: che un divano possa sostenere contemporaneamente il peso imprevedibile di un masso e la morbidezza di un cuscino. Questo è un pezzo che rifiuta le convenzioni delle sedute modulari e propone qualcosa di più originale al loro posto. Ogni elemento è sia completo in sé che parte di una composizione più ampia, ma sottilmente drammatica.

Continua a leggeresu On the Rocks di Edra: la geologia del riposo di Francesco Binfaré

Bocci 14P at Luminaire Showroom Event.

The 14p Portable Lamp: Bocci's Cast-Glass Sphere, Untethered

The 14p Portable Lamp by Omer Arbel translates Bocci's celebrated cast-glass sphere into a cordless instrument, preserving every hand-formed irregularity of the original 14 Series while gaining the freedom to move. It is a quiet argument that portability and material rigor are not mutually exclusive.

Continua a leggeresu The 14p Portable Lamp: Bocci's Cast-Glass Sphere, Untethered

Flos Arco Lamp.

The Arco Lamp: Achille Castiglioni's Arc Over Sixty Years

In 1962, Achille and Pier Giacomo Castiglioni solved a problem most designers hadn't thought to name: how to light a dining table from the floor, without touching the ceiling. The Arco lamp is their answer, and it has not needed revision. Over sixty years later, it remains one of the most studied objects in postwar Italian design, and one of the most copied.

Continua a leggeresu The Arco Lamp: Achille Castiglioni's Arc Over Sixty Years

Henge Finds a New Home in Chicago at Luminaire

Henge trova una nuova casa a Chicago presso Luminaire

Durante NeoCon 2026, abbiamo accolto Henge nel nostro showroom di Chicago, segnando un nuovo capitolo nella crescente presenza del marchio negli Stati Uniti.

Continua a leggeresu Henge trova una nuova casa a Chicago presso Luminaire

Cassina - The LC3 Sofa.

The LC3 Sofa: Le Corbusier, Jeanneret, and Perriand's Grand Confort

Conceived in 1928 as the Grand Confort grand modèle, the LC3 sofa places its cushions inside an exposed tubular steel basket, making structure and comfort visible as separate systems. Nearly a century on, the Cassina I Maestri edition preserves that discipline with exacting precision across frame finishes, cushion constructions, and leather programs. This is the definitive guide to understanding, specifying, and authenticating the LC3.

Continua a leggeresu The LC3 Sofa: Le Corbusier, Jeanneret, and Perriand's Grand Confort