Coniati per la prima volta dall'artista dadaista Marcel Duchamp all'inizio del '900, i readymade si sono dimostrati provocatori, influenti e a volte controversi, mettendo in discussione gli eccessi di ciò che era considerato arte alta, ponendo oggetti comuni su un piedistallo di indagine intellettuale e riguardo culturale, permettendo al pubblico di riconsiderare ciò che è considerato di valore e mettendo sotto esame l'unicità dell'oggetto d'arte stesso. Forse l'esempio più antico di un oggetto d'arte readymade è la Ruota di bicicletta creata da Duchamp stesso nel 1913, dove una ruota di bicicletta fu posta sopra uno sgabello per una sorta di protesta, sfidando l'importanza data agli oggetti d'arte e concedendo a oggetti semplici e quotidiani un'aura di mistero e significato elevato, conflittuale e provocatoria. Ciò che è più affascinante è come la proliferazione dei readymade e la celebrazione degli oggetti comuni abbiano influenzato la percezione e il consumo delle opere che pervadono la nostra quotidianità, permettendoci di vedere il design con occhi nuovi mentre valutiamo questi pezzi familiari e comuni con rigore intellettuale e una ricerca dell'anima, seducente, indagatrice e poetica.
Questa nozione nuova ma impegnativa dell'arte come esercizio intellettuale piuttosto che come processo materiale ha portato all'emergere del concettuale nell'arte durante tutto il XX secolo, a partire dai "readymade puri" dove un singolo oggetto veniva elevato a considerazione esaltata come nel caso dello Scolabottiglie di Duchamp del 1914 e del suo ormai famoso Fontana del 1917, un orinatoio di porcellana che metteva in discussione la concezione del banale quando intersecato con impressioni di arte alta, e espandendosi al movimento della Pop Art degli anni '50 e '60 dove oggetti comuni tratti dalla cultura popolare erano presentati come degni di contemplazione e rispetto e nel movimento dell'Arte Concettuale dove l'idea dell'artista era considerata più notevole e significativa del prodotto finale stesso. All'epoca, incorporare oggetti prefabbricati e quotidiani nelle opere d'arte era inteso come un assalto alla comprensione convenzionale dell'arte, non solo del suo status, ma anche della sua stessa natura. Da opere storiche come Regalo di Man Ray del 1921 che presenta un ferro da stiro con chiodi incorporati sulla piastra, a opere di Found Art come Cabinet di Mark Dion del 2004 o First Landing Jump di Robert Rauschenberg del 1961 e opere concettuali contemporanee di artisti come Damian Hirst, Felix Gonzalez Torres e Tracy Emin, l'influenza dei readymade e l'uso di oggetti comuni prodotti in serie nell'arte ha segnato un movimento dall'artista come creatore all'artista come selezionatore, dove la scelta dell'oggetto stesso è un atto creativo, e che l'arte diventa stimolante quando tale oggetto è isolato dal suo uso e gli viene conferito un nuovo significato quando presentato in una galleria, deliberato, riflessivo e preciso.
Con l'introduzione degli oggetti d'arte readymade, la nozione del primo XX secolo dell'arte come esercizio trascendentale che rappresentava solo i più alti ideali culturali è stata completamente rovesciata, ridefinendo ciò che un'opera d'arte celebrata poteva essere e allo stesso tempo elevando oggetti ordinari a opere degne di analisi e indagine, affrontando questioni di utilità ed estetica rigorosa. A questo proposito, il movimento readymade ha concesso una gioia ed esultanza di oggetti comuni, permettendo al pubblico di consumare il design quotidiano con maggiore consapevolezza e un'attenzione ben ponderata all'esattezza artistica e all'uso sublime dell'oggetto, sia emotivo che pratico. Sia che si riposi su uno sgabello Mezzadro di Achille e Pier Giacomo Castiglioni, la cui seduta è ricavata da quella di un trattore, o si appoggi il proprio drink su un tavolino Plane di Massimo Mariani per Living Divani, la cui lastra di legno o marmo rappresenta il lato espressivo degli oggetti trovati e un delicato equilibrio tra solidi e spazi, noi creiamo spazi abitativi che, sebbene ricchi di oggetti considerati comuni nella loro abbondanza universale e necessità per le nostre routine quotidiane, sono anche intelligentemente reinventati con una verve insolita, intesi come significativi nel loro effetto sul nostro paesaggio socioculturale, e come i readymade, elevando ciò che potrebbe essere considerato banale all'illuminato e all'artistico, inaugurando un esame significativo di ciò che compone il nostro quotidiano, con grazia, cura studiata e una forza che ispira timore reverenziale.
April 2024






















