Collegandosi a tutti i nostri sensi, in una disarmante galassia di colori, materiali e texture, catturando lo sguardo mentre annida nel corpo un nesso di stimolazione e serenità simultanee, gli spazi che abitiamo nascono dalla meraviglia ma si concretizzano attraverso un design stimolante e ben ponderato, al contempo concreto ed etereo, occupando lo spazio liminale tra mera funzionalità ed espressione personalizzata. L'esplorazione del design come realtà risale a oltre cento anni fa, quando, durante il movimento De Stijl, emerse un nuovo stile che Theo von Doesburg affermò sarebbe stato lo stile "in cui tutte le grandi opposizioni sono riconciliate. Tutte le cose che erano conosciute come magia, come lo spirito e l'amore, sarebbero state rese reali". È una fusione di arte e vita, tanto un'esperienza quanto un'estetica, e permea la selezione accuratamente curata di opere disponibili oggi da Luminaire.
Mentre von Doesburg trovò che la poltrona Rietveld desse forma armoniosa alla funzione del sedere attraverso la sua installazione di forme semplici e contrasti, riconobbe anche che la realtà non conclude alcuna prospettiva che sia assoluta. Infatti, tenne a precisare che un buon design fa un cenno alla relazione invece che alla forma, e in questo senso il design è un agente di cambiamento, di trasformazione, di metamorfosi, dove ci rispecchiamo negli oggetti che ci circondano, e ciò che diventa la nostra realtà è un'amalgama dei nostri sogni, dei nostri stati d'animo e dei momenti che definiscono la nostra vita arricchita dal prodotto fisico stesso. Sia in presenza di un sistema architettonico di Porro, dove un armadio può essere personalizzato per soddisfare i nostri desideri e le nostre esigenze con solo i componenti più essenziali e più belli lasciati a garantire una deliziosa facilità d'uso, o interagendo con un bagno Agape, dove una funzionalità senza soluzione di continuità si traduce in uno spazio che porta serenità all'anima, un buon design crea una realtà in cui storie preziose sono impresse nelle nostre routine quotidiane, trasformando il modo in cui ci vestiamo al mattino o come ci impegniamo nella cura di sé meditativa, e questi oggetti diventano partner nel nostro viaggio attraverso la vita, intrisi di un significato che è continuo e dinamico. Qui vediamo le possibilità del design, come C. Thomas Mitchell notò nel suo saggio "The Product as Illusion", elevando le speranze degli individui che usano questi oggetti mentre essi stessi partecipano alla vibrante creazione di valore, e l'esperienza vissuta diventa il design.
Più che beni materiali, gli oggetti ben progettati trascendono le banalità della realtà e forgiano qualcosa di nuovo; ispirando piacevoli ricordi d'uso, esprimendo gioia o tranquillità mentre nutrono i nostri occhi con squisita bellezza e proporzioni equilibrate e raccontando storie di splendore e intrigo. Nel suo libro "Emotional Design", Don Norman esplicita tre modi in cui il design tocca i nostri sensi e attiva le nostre menti, manipolando la nostra realtà a livello viscerale, comportamentale e riflessivo. Quando questi tre si uniscono in un pezzo di design straordinario, succede qualcosa di magico, e il modo in cui ci muoviamo nel mondo è elevato con un nobile senso di lusso e vivacità. Prendiamo, ad esempio, i tavoli Crack disegnati da Johanna Grawunder per Glas Italia, un pezzo poetico dove delicate crepe risvegliano i nostri sensi a livello viscerale, mentre l'altezza e le proporzioni di ciascuno abbracciano un certo piacere e efficacia d'uso, e, riflettendo, ispirano fascino mentre la luce si collega al vetro in una sublime danza di divergenze e delicatezza. O consideriamo la libreria Drop Bookcase di Nendo, il cui ripiano superiore sembra sfidare le leggi della fisica, coinvolgendoci a livello viscerale con linee pulite e forme dinamiche, influenzandoci a livello comportamentale mentre ci muoviamo attorno al pezzo per utilizzare entrambi i lati, e il cui effetto ammaliante può essere il fulcro di conversazione e stupore, riflettendo. Qui sono solo due esempi di come il design plasma la nostra realtà e ci lega spiritualmente ed emotivamente; immaginate uno spazio ricco di arredi e oggetti che seducono, eccitano e rendono le abitudini altrimenti mondane del vivere più vivide, luminose e piacevoli – questo è l'obiettivo di Luminaire in ogni stanza che curiamo.
Gli oggetti ben progettati, premurosi e provocatori nel nostro ambiente parlano alle nostre emozioni, modellano i nostri comportamenti e accendono costellazioni di ricordi che segnano la realtà come qualcosa di sempre fluttuante e sempre ispiratore. Scatenate una nuova realtà accesa da una galante compostezza, forme impressionanti e modi deliziosamente nuovi di vedere e vivere visitando una delle sedi di Luminaire o esplorando il nostro catalogo online di articoli progettati per suscitare gioia e fascino con dettagli che sorprendono e incantano. Un buon design è una realtà che vale la pena di sperimentare in prima persona.
Per saperne di più:
Theo von Doesburg, “The Will to Style,” testo di una conferenza del 1922 tenuta a Jena, Weimar e Berlino, in De Stijl a cura di Hans L.C. Jaffe (Londra: Thames and Hudson, 1970)
Thomas Mitchell, “The Product as Illusion,” tratto da Design After Modernism: Beyond the Object a cura di John Thackera (New York: Thames and Hudson 1988)
Don Norman, Emotional Design: Why We Love (Or Hate) Everyday Things (New York: Basic Books 2005)
January 2024






















